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IO E TE, DOMANI

14.00 €



ISBN: 9788868061418

PRIMO CLASSIFICATO del Premio Nazionale di Narrativa "Valerio Gentile" - XIX edizione


ADESSO

Mi arrivò un suo messaggino tra le una e le due del pomeriggio. Era agosto, una di quelle giornate davanti al computer dell’ufficio che proprio non scorrevano e a tratti sembravano riavvolgersi, arrotolarsi su stesse. Non so cosa intendesse con quel messaggio. Ben prima che potessi mettere a fuoco il significato, prima ancora che me la potessi immaginare seduta in qualcuno dei suoi bar preferiti, in giro per la sua città, il replay interminabile di beghe si riavvolse su se stesso, e ricominciò ad andare. L’azienda intera e tutto il suo flusso di scaricabarili, bestemmiatori, inoltratori seriali di mail. Fannulloni e pettegole dell’ufficio marketing, quelle che ti facevano aspettare al telefono per potersi stendere l’ultimo strato di smalto. Tutti coalizzati contro l’ultimo ritornato dalle ferie. Io, esattamente.
Poi non so che faccia feci, quando, ormai in salvo nell’abitacolo della mia macchina, ripresi in mano il cellulare e rilessi con calma il messaggino di svariate ore prima. Non riuscii a risponderle subito. Misi in moto e mi godetti tutto il viaggio verso casa, in una Milano completamente deserta, con l’asfalto che ribolliva e i fili elettrici dei filobus che
schioccavano per il caldo opprimente.
Eccomi, scusa, giornata infinita. Ma sono a casa adesso. Vuoi che ti chiami? Ps: cento ore? Cosa intendevi prima?
Doccia, la sensazione della pelle ancora arrossata dalle troppe nuotate al largo senza crema solare.
Che schifo la vita in questa città.
Mi ritornò giusto un po’ di fede nel prossimo quando aprii il frigo, in boxer e maglietta sgualcita, e lo trovai pieno, pienissimo. Sorrisi al pensiero di Sasha, la mia fantastica governante polacca, con un seno prosperoso come la dea dell’abbondanza, e il fisico della donnona del popolo cresciuta nell’URSS.
Il suo post-it sul frigo diceva, lo recito a memoria: «Lasciato un po’ polpettone in frigo. Non chiamare domattina per sapere dove hai messo macchina. Non lo so ora, né mai! PS: Bentornato».
Mi rassicurò vedere che in una settimana Sasha non aveva imparato l’uso di preposizioni e articoli determinativi. Bella la mia Sasha.
(incipit)




Da inserire:

  • Di: Mugnaini (Sara)
  • Anno di edizione: 2016
  • Collana: Pochepagine






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